
Felice l'uomo che nel niveo candore
del tuo silenzio si perde.
Felice, se sul suo volto sorge
e tramonta ora il tuo sorriso.
Così lo immagino,
io, come un albero d'inverno
solo, nella sorda neve
sulle nere radici ricurvo.
(Lutetia, 30 marzo 2763 auc)
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